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I danni dell’Efedrina Cloridrato

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I danni dell’Efedrina Cloridrato
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Oggi parliamo dei danni dell’efedrina cloridrato usata a scopi dimagranti.

Cos’è l’efedrina cloridrato?

L’efedrina cloridrato è un protoalcaloide, contraddistinto da una struttura sostanzialmente analoga a quella delle amfetamine, di cui rappresenta il legittimo precursore. Viene estratta da una pianta (efedra) e deve necessariamente essere utilizzata con la massima cautela e solo ed esclusivamente sotto controllo medico per via delle numerose controindicazioni a seguito della sua assunzione.

efedrina cloridrato

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Efedrina naturale

Spesso, ed in maniera approssimativa, si parla di “efedrina naturale”. Il motivo è che l’efedra è una pianta che in Europa nell’ambito erboristico è conosciuta anche con la denominazione cinese “Ma Huang” ed il suo utilizzo è incentrato attorno alla tonificazione del sistema neuromuscolare. Nella medicina popolare cinese, infatti, la “Ma Huang” veniva impiegata come decotto antiasmatico e decongestionante, come rimedio stimolante e ancora come trattamento di affezioni del tratto respiratorio.

Assunzione

Assunta per via orale, l’azione dell’efedrina cloridrato è sia a livello periferico che a livello centrale. Nel primo caso, si registra aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, oltre alla broncodilatazione. Nel secondo caso, che la porta in molte nazioni ad essere illegale, l’efedrina funziona come uno stimolante che comporta insonnia (frequenti i continui stati di allerta), inappetenza, dimagrimento veloce (ad essere attaccata è la massa grassa).
Non è un caso se molti sportivi ne hanno fatto in passato un uso improprio, consumando in maniera illegale, specialmente nelle palestre, miscele integrative volte ad assicurare perdita di peso in tempi rapidi e miglioramento delle prestazioni.

efedrina cloridrato

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Effetti

Chi assume efedrina si ritrova con una capacità migliorata per quanto riguarda la concentrazione, con il contenimento di problemi dovuti ad ipertensione e ad asma per via delle sue capacità vasodilatatorie per le vie respiratorie e con la soppressione dell’appetito. Per questo motivo, l’efedrina viene utilizzata, e lo diciamo subito in maniera pericolosa, come prodotto dimagrante.
Tra le altre controindicazioni del farmaco, vale la pena soffermarsi sul fatto che possa causare disordini di tipo cerebrovascolare, che possa attaccare il sistema nervoso provocando insonnia, nervosismo, inquietudine, tremori e allucinazioni e ancora che possa favorire la produzione di aritmie. Inoltre, un suo abuso può portare anche a disturbi di natura gastrointestinale, come vomito, nausea e stitichezza.
A fronte di dipendenza, aumentano drasticamente le possibilità di infarto o di ictus per via di aumento della pressione sanguigna.
Infine, è opportuno evitare di assumere farmaci, pillole e integratori contenenti efedrina durante la sera, al fine di non avere a che fare con rischi di insonnia.

In quali occasioni non occorre utilizzare efedrina?

Occorre evitare in maniera categorica l’assunzione di efedrina nelle suddette situazioni: gravidanza e allattamento, patologie cardiovascolari e neuro-psichiatriche, nefropatie ed epatopatie.

efedrina cloridrato

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Efedrina cloridrato per dimagrire.

L’efedrina cloridrato è stata utilizzata in maniera massiccia nell’ambito clinico e nello specifico in ogni fase del dimagrimento, dal trattamento dell’obesità a quello del sovrappeso, e come farmaco in associazione all’esercizio fisico e alla dieta ipocalorica.
Le capacità dell’ efedrina per dimagrire vertono tutte attorno all’accelerazione del metabolismo mediante la stimolazione della secrezione delle catecolamine, ormoni in grado di far perdere peso in tempi alquanto brevi per via della riduzione del senso di appetito e di migliorare la reattività del corpo attraverso l’aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco. Di fatto, l’efedrina per dimagrire si rivela un anoressizzante.

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Scendendo nei particolari, sulla base di evidenze molecolari, l’efedrina è in grado di:
– salvaguardare la massa magra
– diminuire il senso di appetito tramite un’azione diretta sui circuiti nervosi che bilanciano l’equilibrio delle condizioni di fame e di sazietà
– favorire il metabolismo lipidico, potenziando l’attività ossidativa mitocondriale
– sostenere il processo di lipolisi, attivando i ricettori beta adrenergici presenti a livello adiposo
– velocizzare il metabolismo di base e non far avvertire il senso dello sforzo e della fatica attraverso un’oculata ottimizzazione del dispendio energetico quotidiano, specialmente in associazione con la caffeina, la teobromina e altre metilxantine

Non è possibile, per ovvi motivi, quantificare i chili persi da chi assume questa sostanza brucia grassi. Lo stesso dicasi per il suo dosaggio per perdere peso, in quanto la sua utilità varia in base alle caratteristiche di ogni individuo. Parametri come età, sesso, stile di vita, condizione fisica ed eventuale presenza di patologie incidono inevitabilmente in maniera decisiva sullo schema posologico che, come prevedibile, va sempre valutato dal medico.

efedrina cloridrato

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Pillole dimagranti contenenti efedrina

Le pillole dimagranti a base di efedrina sono degli integratori contenenti svariati stimolanti del metabolismo fra cui caffeina e sinefrina. La loro assunzione viene a volte combinata con i diuretici e varie sostanze per il dimagrimento. Questa mescolanza è pericolosissima, in quanto può portare a problemi di salute, variabile in base alle dosi assunte.

Il consumo di efedrina è legale in Italia?

Il 2 dicembre del 2015, il Ministero della Salute aveva messo al bando l’efedrina per dimagrire, agendo sulla stessa falsariga di Food and Drug Administration che negli Stati Uniti d’America, tempo addietro, ne aveva proibito la vendita. Nello specifico, il decreto ministeriale vietava la prescrizione e la commercializzazione di preparati galenici a base di efedrina, volti ad assicurare dimagrimento immediato tramite stimolazione del metabolismo e riduzione dell’appetito.
Decisive, per il divieto della prescrizione e dell’allestimento di preparazioni magistrali a base di efedrina, erano state le conclusioni della commissione tecnico scientifica dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) che indicava diverse segnalazioni per sospette reazioni avverse.
Va detto però che di recente l’efedrina è stata riabilitata dal Tar del Lazio che all’inizio del 2017 ha annullato il provvedimento, accogliendo il ricorso della Galenic Scientific Association. La spiegazione di questa decisione che ha reso legale la vendita di efedrina a scopi dimagranti risiede nel difetto di istruttoria e di motivazione riscontrato nel decreto ministeriale.
Inoltre, non bisogna dimenticarsi che, sempre in Italia, l’efedrina rappresenta il principio attivo alla base di numerosissimi prodotti da banco messi in commercio presso farmacia e parafarmacie.

Conclusioni

Prima di assumere efedrina per dimagrire, è opportuno consultare un medico, visto e considerato che i rischi sono decisamente alti. Per perdere peso e per smaltire i chili superflui ci sono strade più salutari. E l’efedrina non lo è affatto.

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